Per ritrovare la Speranza

Invito del Vescovo Gianpiero a vivere l'anno giubilare

Per ritrovare la Speranza

Invito del Vescovo Gianpiero a vivere l’anno giubilare

La Speranza è una posta in gioco troppo alta, e crediamo che è arrivato il momento di dire e fare qualcosa”: lo scrive, all’inizio del suo invito a vivere l’anno giubilare il Vescovo Gianpiero. “Non ti scrivo solo a titolo personale, ma come guida di una comunità cristiana (per questo userò il “noi”), di cui ti senti parte, oppure da cui hai preso le distanze benché cristiana/o, oppure a cui sei totalmente estranea/o…”.

Tra le mani, a video, sullo smartphone il testo non è più una lettera ma ha la capacità di diventare un incontro, un colloquio fatto di considerazioni, domande e proposte, una lettura che lascia il ”sapore” non solo di cordialità e vicinanza ma anche di desiderio di proseguire il colloquio e di sperimentare l’incontro in un cammino insieme. Sotto il peso di un “deficit di speranza” il futuro è un grande problema per molti, tanti, troppi.

La Caritas diocesana lo sperimenta ogni giorno e raccoglie, per la sua parte, l’invito del vescovo a comunicare una “speranza credibile”. Poco più avanti, nella lettera si legge: “La speranza ha bisogno di appoggiarsi sulla certezza che posso contare sugli altri, che il futuro si può costruire insieme”.

Ecco. Ci siamo, tutti abbiamo bisogno di imparare a sperare, di pensarci e vivere, non nell’isolamento e nell’indifferenza, ma all’interno di un insieme di legami vivificanti.

Così potremmo riscoprirci ed aiutare a riscoprire che “ognuno è importante per Dio, non ingranaggi di una macchina ma persone uniche e preziose di una fraternità grande come il mondo”

Il Giubileo ci mette in cammino, da “pellegrini di speranza”, “un Giubileo per ritrovare la speranza!” sollecitati ed incoraggiati da alcune “indicazioni” che nella lettera vengono proposte:

  • 1. Vivi la vita come pellegrinaggio

  • 2. Cerca un Luogo del Perdono

  • 3. Raggiungi una chiesa parrocchiale nelle vicinanze del Luogo del Perdono, una chiesa in cui ci sia un fonte battesimale, per fare la tua professione di fede e vivere la memoria del battesimo

  • 4. … e adesso tocca te porre segni di vita nuova!”

Ecco, su questo ultimo punto il Vescovo fa domanda e …risposta: “Come? In ognuno dei luoghi del perdono troverai l’invito a vivere dei gesti di attenzione e di cura verso gli altri, segno di una carità che, ricevuta da Dio, si condivide con i fratelli” e nel testo si trovano anche suggerimenti concreti ed una indicazione preziosa: “Ci sono infinite possibilità” ed un incoraggiamento ad impegnarsi “Non serve aspettare il momento ‘perfetto’: ogni piccolo gesto, fatto con amore, può diventare un seme di speranza per te e per gli altri”.

Vale la pena prendersi qualche attimo per leggere, anzi per un cammino, insieme e nella speranza.